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- Ascolta l'episodio completo e ottieni altri vantaggi con l'abbonamento sostenitore. Libraio tra i più stimati d’Italia, Vittorio Graziani guida la Libreria Centofiori di Milano, storica libreria indipendente di Piazzale Dateo nata nel 1975 come prima libreria della città specializzata in psicologia, che nel 2018 ha rilevato con un gruppo di soci e rilanciato fino a farne un punto di riferimento per il quartiere e per tutta Milano. Nel 2025 è stato nominato Libraio dell’anno dalla Scuola per librai Umberto ed Elisabetta Mauri.
Napoletano, classe 1974, laureato in Giurisprudenza, Vittorio ha iniziato come ufficio stampa della casa editrice Castelvecchi per poi farsi le ossa nelle grandi catene, dalla Fnac di Roma alla Feltrinelli di Milano. È autore di “Vendere libri è una cosa seria” (UTET), diventato un riferimento per chiunque voglia avvicinarsi a questo mestiere, e il profilo Instagram della Centofiori, con i suoi consigli di lettura, è tra i più seguiti del settore.
In questa puntata affronto con Vittorio Graziani un viaggio appassionato e concretissimo dentro uno dei mestieri più romantici e insieme più fraintesi d’Italia: quello del libraio.
Siamo partiti da cosa significa davvero aprire una libreria oggi, tra capitali, soci, margini, gestione economica e logistica di un’attività commerciale che vive di equilibri sottilissimi, per arrivare al cuore del mestiere: che cosa distingue un bravo libraio, a partire dalla capacità di mettere il libro giusto, stimolante e magari poco noto, nelle mani del lettore giusto. Abbiamo parlato dell’importanza della selezione dei titoli, ma anche di tutto ciò che fa di una libreria un luogo e non solo un negozio: l’architettura, il design degli spazi, la musica, l’atmosfera.
Allargando lo sguardo, abbiamo analizzato come è cambiato il rapporto tra grandi catene e librerie indipendenti, anche alla luce della trasformazione del panorama urbano delle nostre città, e come è cambiato il rapporto degli italiani con la lettura. Perché, come dice il titolo del suo libro, vendere libri è una cosa seria.
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I libri di tutti gli ospiti di PDR e qualche consiglio di lettura sono qui: https://www.amazon.it/shop/danielerielli
Aprire una libreria oggi: Capitali, soci, margini e logistica: come si gestisce un’attività commerciale che vive di equilibri delicatissimi.
Il mestiere del libraio: Che cosa fa la differenza in un bravo libraio, a partire dall’arte di consigliare il libro giusto, anche il meno noto, al lettore giusto.
L’arte della selezione: Perché la scelta dei titoli è l’identità stessa di una libreria indipendente.
La libreria come luogo: Architettura, design, musica e atmosfera: lo spazio fisico come parte integrante della proposta culturale.
Catene contro indipendenti: Come è cambiato il rapporto tra grandi gruppi e piccole librerie, insieme al volto delle città.
Gli italiani e la lettura: Come si è trasformato il rapporto con i libri in un Paese che legge poco.
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Autore, accademico ed esperto di geopolitica dell'innovazione di fama internazionale, Alec Ross ha ricoperto il ruolo di Senior Advisor per l'Innovazione del Segretario di Stato Hillary Clinton ed è stato coordinatore del comitato per la politica tecnologica durante la campagna presidenziale di Barack Obama.
Di origini abruzzesi, Alec insegna alla Bologna Business School, è un investitore nel venture capital e siede nei consigli di amministrazione di diverse realtà industriali globali. Autore di bestseller come "Il nostro futuro" e "I furiosi anni Venti", in questa conversazione presenta il suo saggio: "The Italian Dream: Riprendersi il futuro".
In questa puntata affronto con Alec Ross un viaggio lucido, provocatorio e appassionato dentro il blocco culturale ed economico che attanaglia l'Italia da oltre trent'anni.
Siamo partiti dai dati macroeconomici più duri — la crescita del PIL che mette il nostro Paese al 182° posto su 196 nazioni, la produttività stagnante e i salari reali scesi sotto i livelli del 1990 — per andare a fondo nel vero "software mentale" italiano: l'abitudine paralizzante a cominciare ogni ragionamento con la formula "il problema è...", la paura del fallimento, la burocrazia asfissiante e la tentazione diffusa di accontentarsi o andarsene all'estero.
Mettendo a confronto l'Italia con i grandi modelli di visione collettiva di Stati Uniti, Cina e India, con Alec abbiamo analizzato perché non serve copiare formule altrui, ma riscoprire lo spirito audace e costruttivo del nostro secondo dopoguerra: imparare a fare squadra, scommettere sul merito e sui giovani, e affrontare l'Intelligenza Artificiale e la manifattura avanzata senza cedere al riflesso del luddismo tecnologico. Non per forza cambiare Paese, ma provare a cambiare il Paese.
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La radiografia della crisi italiana: I numeri impietosi su stipendi fermi dal 1990, crescita del PIL e stagnazione della produttività nel confronto internazionale.
La sindrome del "il problema è...": Come il pessimismo preventivo e il fatalismo finiscono per soffocare ogni iniziativa imprenditoriale e propensione al rischio.
Che cos'è l'Italian Dream: Il confronto tra il modello meritocratico USA, il dirigismo cinese, la spinta educativa indiana e la ricerca di un sogno collettivo per l'Italia.
Giovani, gerontocrazia e campanilismo: Perché le nuove generazioni faticano ad avere spazio e come superare la logica delle baronie e delle divisioni territoriali.
Forma contro Sostanza: Il peso della burocrazia, il bisogno di approvazione sociale e la demonizzazione dell'errore come ostacoli alla crescita.
Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices EDOARDO PESCE, GUIDO VITIELLO, DANIELE RIELLI: Chi è Lo Stregone? Chef, Santone o Profeta?
23/09/2026 | 1 hAscolta l'episodio completo e ottieni altri vantaggi con l'abbonamento sostenitore.
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In questa puntata speciale di PDR vi porto alla presentazione del mio nuovo romanzo, "Lo Stregone", in libreria dal 22 settembre per Mondadori. L'incontro si è tenuto allo Studio33 di Trastevere, a Roma: ho dialogato con Guido Vitiello, scrittore e saggista, mentre Edoardo Pesce ha dato voce ad alcune pagine del libro.
"Lo Stregone" racconta la notte più importante nella storia del Bíos, il ristorante di Francesco Minervini. Per alcuni è un visionario che ha cambiato il modo di intendere il cibo, per altri un santone a capo di una setta o un manipolatore. È una notte che deciderà se il locale potrà continuare a esistere o se scomparirà, portandosi via il suo fondatore e i suoi segreti. A raccontarla però non è lo Chef, ma i membri della sua brigata, in un romanzo corale in cui ogni voce custodisce un pezzo della risposta alla domanda da cui tutto parte: chi è davvero lo Stregone?
Con Guido siamo partiti dal romanzo per allargare lo sguardo a come il mondo della cucina racconta il nostro tempo. Durante la serata abbiamo approfondito:
Chi è davvero lo Stregone: il mistero di Francesco Minervini, sospeso tra genio visionario e leader carismatico al confine con la setta, e perché le figure che promettono di portarci "all'essenza della vita" ci affascinano così tanto.
La cucina come esperienza: perché oggi andare al ristorante non vuol dire più soltanto mangiare, ma vivere un'esperienza fatta di racconto, rituale, status e condivisione. Ai tavoli del Bíos c'è chi filma per milioni di follower e chi ordina bottiglie costose come gioielli, e in queste scene c'è tutta la società contemporanea.
Uno sguardo antropologico, non satirico: come è cambiato nel tempo il nostro rapporto con il cibo e con chi lo prepara, dalla tavola come nutrimento e convivialità fino all'alta cucina come luogo di ricerca di senso. E perché il romanzo sceglie di capire questo mondo invece di prenderlo in giro.
Padri e figli: al centro della sala del Bíos ci sono un padre e un figlio che si parlano senza capirsi. Abbiamo parlato del confronto, spesso dello scontro, tra generazioni e di quanto sia difficile trovare un linguaggio comune con chi ci è più vicino.
Un romanzo corale: Aurora, Edoardo, Monica, Roberta, Mauro, Gabriele e Luciano, più un cinghiale di ottanta chili. Perché lo Chef si racconta solo attraverso gli occhi della sua brigata e come si costruisce una macchina narrativa a più voci.
La brigata come prima linea e la necessità di fare ricerca per poter descrivere in modo efficace un ambiente specifico: l'alta cucina vista da dentro, tra turni massacranti, gerarchie, sacrifici, capitale simbolico.
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09/09/2026 | 1 h 36 minAscolta l'episodio completo e ottieni altri vantaggi con l'abbonamento sostenitore.
In questa puntata di PDR ho ospitato Raffaele Gaito, autore, divulgatore ed esperto di innovazione. Insieme abbiamo esplorato il complesso universo dell'Intelligenza Artificiale, prendendo le mosse dal suo ultimo libro, "In cosa posso esserti utile".
L'AI non è più una promessa del futuro o un tema da laboratori di ricerca: è qui, è pervasiva e sta cambiando radicalmente il modo in cui lavoriamo, impariamo e interagiamo. Con Raffaele abbiamo cercato di andare oltre l'entusiasmo acritico e il panico tecnologico, affrontando il tema con un approccio pragmatico e umanista.
In questa lunga chiacchierata abbiamo approfondito:
L’AI come Copilota: Perché dobbiamo smettere di guardare a ChatGPT o simili come a degli "oracoli" infallibili e iniziare a considerarli come strumenti che potenziano la nostra competenza, anziché sostituirla.
La trappola della pigrizia intellettuale: Abbiamo discusso dei rischi legati all'illusione della conoscenza, dai riassunti automatici che ci tolgono il piacere della comprensione profonda, fino al fenomeno delle "allucinazioni" dei modelli linguistici.
Geopolitica e Sovranità: Qual è il ruolo dell'Europa tra i colossi americani e cinesi? Abbiamo analizzato la necessità di modelli "verticali" e locali per non perdere la nostra rilevanza culturale ed economica.
Il futuro del Lavoro e della Scuola: Dalla verità sui licenziamenti legati all'AI (il cosiddetto "AI Washing") alla sfida del reskilling, fino al confronto tra il sistema educativo italiano e quello internazionale nell'abbracciare l'innovazione.
Dati e Privacy: Come colossi come Tesla o giochi come Pokémon Go raccolgono dati sul mondo fisico per addestrare i "World Models" e la futura "Embodied AI" (l'AI dotata di corpo).
Una puntata densa di spunti per chiunque voglia capire come navigare questa rivoluzione senza diventarne vittima passiva, ma restando al comando come utenti consapevoli e critici.
(Sui link amazon sono guadagnate delle commissioni)Il mio nuovo romanzo è "Lo Stregone" ed è qui: https://amzn.to/4zUEB0c"In cosa posso esserti utile? Guida molto pratica e poco emotiva all'intelligenza artificiale" di Raffaele Gaito è qui https://amzn.to/4gGnKXQIl mio nuovo sito è qui: www.danielerielli.itLa nuova edizione del mio romanzo ODIO è qui: https://amzn.to/44VUzdhLa mia newsletter gratuita: https://danielerielli.substack.com/L'olio extravergine "Il Fuoco invisibile" da ulivi resistenti a xylella e ispirato al mio omonimo libro è qui: https://tinyurl.com/4b7tb9vaII libri di tutti gli ospiti di PDR e qualche consiglio di lettura sono qui: https://www.amazon.it/shop/danielerielli(Sui link amazon sono guadagnate delle commissioni)
Capitoli (Time Stamps)
00:00 - Intro: L'importanza della competenza umana nell'uso dell'AI.01:27 - Benvenuto a Raffaele Gaito e riflessioni sul futuro dell'AI.02:30 - "In cosa posso esserti utile": l'AI come copilota e non come sostituto.04:15 - La velocità del cambiamento e la necessità di consapevolezza.05:35 - Lezione dai social media: evitare gli stessi errori con l'AI.08:20 - La pervasività dell'AI: dai manager agli ottantenni.12:10 - L'AI non è un motore di ricerca: il rischio delle allucinazioni.14:20 - Il pericolo dell'approccio "oracolare" e la dipendenza emotiva.16:40 - L'arte di fare le domande: oltre il prompt engineering.20:10 - "Garbage in, garbage out": la qualità dell'output dipende dall'input.23:00 - Il vantaggio del professionista: perché un fotografo usa meglio l'AI generativa.25:30 - L'illusione della conoscenza e i limiti dei riassunti automatici.27:55 - Il tema dei dati sintetici e il futuro dell'addestramento dei modelli.30:50 - World Models: oltre il linguaggio, verso la comprensione del mondo fisico.33:45 - Embodied AI: dare un corpo all'intelligenza artificiale.35:40 - Pokémon Go e Tesla: come raccogliamo dati senza accorgercene.38:50 - La strategia della Silicon Valley: meglio chiedere scusa che permesso.40:50 - Geopolitica dell'AI: investimenti e interdipendenza tra i big tech.45:30 - AI e Lavoro: "AI Washing" e la verità sui licenziamenti.50:00 - La sfida della formazione e il reskilling dei lavoratori.54:10 - Italia vs Londra: approcci diversi all'innovazione scolastica.58:00 - Il ruolo dell'Europa: sovranità digitale e valori umani.1:03:00 - Attrarre talenti in Europa: i valori come punto differenziante.1:10:00 - Il rischio di irrilevanza del mercato europeo.1:21:00 - AI locale e modelli verticali: una possibile via europea.1:27:30 - Conclusione e saluti.
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Da mezzo secolo l'Italia discute di egemonia culturale senza che quasi nessuno sappia più dire cosa sia. Con Andrea Minuz — docente universitario di cinema, firma del Foglio e autore di "Egemonia senza cultura" — in questa puntata di quasi tre ore proviamo a smontare la parola e a guardare cosa c'è sotto: una cultura storicamente dipendente dal denaro pubblico più che dal mercato, un sistema di nomine che si chiama egemonia quando le fa una parte e lottizzazione quando le fa l'altra, e l'idea persistente che un'opera valga non per quello che è ma per il suo presupposto valore sociale.
Si parla della Repubblica degli anni Ottanta come impresa editoriale innovativa e della Repubblica post-1994 come prima grande costruzione di un'appartenenza culturale; del rifiuto estetico e antropologico del berlusconismo; di Spielberg che presenta Duel a un cineclub romano e si sente chiedere del postfordismo dai critici marxisti italiani; di Sorrentino che diventa Sorrentino solo con Il divo; di Gramsci tornato pop nella destra americana; di scuola, università e burocrazia; di perché il cinema italiano funzionava meglio quando non si considerava cultura; di Fellini, Flaiano e Arbasino; e di quel ciclo italianissimo per cui ogni cosa passa da "stronzata di destra" a "commovente scoperta" a "da sempre patrimonio della sinistra".
Nella seconda parte, riservata agli abbonati: Zalone e la lezione della commedia all'italiana, la mistica autoriale del written and directed by, il primato della scrittura nella serialità, perché esportiamo poche serie, e le domande degli abbonati su algoritmi, stipendi degli insegnanti e sull'ingombro dei genitori a scuola.
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Il mio nuovo romanzo "Lo Stregone" (Mondadori), esce il 22 settembre ed è pre ordinabile qui.
"Egemonia senza cultura " di Andrea Minuz è qui.
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