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Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali

Matteo, Raffaele and the Easy Italian team
Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali
Último episodio

235 episodios

  • Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali

    234: Le banconote dell'euro cambiano: e possiamo votare

    15/08/2026 | 24 min
    Le banconote dell'euro cambieranno nei prossimi anni, e la cosa più sorprendente è un'altra: il disegno si può votare. Raffaele e Matteo guardano i due temi in gara — i personaggi famosi della cultura europea oppure i fiumi e gli uccelli — e scoprono che sulle banconote di oggi non c'è nessun edificio vero. Nella seconda parte si scende a Genova, la tappa italiana della crociera: i caruggi, la Lanterna, una bomba che non è esplosa e un piatto di vetro verde che qualcuno chiama Santo Graal.

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    Parole della settimana

    il faccione — Una faccia grande. In italiano il suffisso -one rende le cose più grandi: da faccia nasce faccione. Si usa spesso per i ritratti grandi, quelli sui manifesti o, appunto, sui soldi. Nell'episodio è la posizione di Raffaele su come devono essere fatte le banconote: "sono vecchia scuola, sono abituato ad avere i faccioni delle persone sui soldi".

    English: a big face; here, a large portrait

    il sorteggio — Quando si sceglie a caso, senza decidere, per esempio con i bigliettini o con i numeri. Il verbo è sorteggiare, ma nell'episodio Raffaele usa anche estrarre e pescare. A Genova serviva per una cosa molto seria: decidere quale famiglia doveva ospitare un re o un papa.

    English: a draw, a drawing of lots

    Note dell'episodio

    È metà agosto e si sente: Raffaele ha le finestre spalancate in una città mezza vuota, Matteo si è chiuso in una stanza al piano di sopra perché a casa ci sono ospiti con bambini, e spera di non diventare "una pizza" con il sole che batte sui vetri. Prima di cominciare, una nota per Cristina: il suo messaggio vocale è arrivato ma non si sente niente, è un messaggio muto — e siccome il podcast è solo audio, non c'è modo di capirlo. Per favore, Cristina, rimandacelo. Poi si parla di soldi, con una precisazione subito corretta: "non parliamo dei nostri soldi... o meglio, parliamo dei nostri soldi. Dell'aspetto dei nostri soldi". Le banconote in euro cambieranno nei prossimi anni e la Banca Centrale Europea lascia votare il disegno. È questa la parte che stupisce Matteo: "sono stupefatto quasi dall'Unione Europea".

    I temi in gara sono due, e non è ancora stato scelto niente. Il primo sono i personaggi famosi della cultura europea. Il secondo è la natura, e in particolare i fiumi e gli uccelli: l'idea è bella, perché in Europa un fiume nasce in un Paese, ne attraversa altri e finisce in mare in un altro ancora, quindi unisce invece di dividere, e gli uccelli migratori fanno la stessa cosa. Raffaele però non riesce a immaginarseli nel portafoglio: gli uccelli si somigliano troppo, "sarebbe difficile dire 'il 5 euro è quello dove c'è il picchio, mentre invece il 10 euro è quello in cui c'è il martin pescatore'" — e Matteo, che è "pro uccelli", risponde che è un ottimo modo per imparare. Il rischio, dice Raffaele, è ripetere l'errore di adesso: sulle banconote di oggi ci sono archi e ponti in sei stili, dal classico all'Art Nouveau, e sono tutti edifici inventati, così nessun Paese poteva sentirsi escluso. Il risultato? "Se chiedi all'uomo della strada cosa è rappresentato sul 5 euro, ti dice 'boh, un edificio'".

    Se invece vincesse il primo tema, le facce sarebbero sei: Maria Callas sul 5, Beethoven sul 10, Marie Curie sul 20, Cervantes sul 50, Leonardo da Vinci sul 100 e, sul 200, un nome che i due non conoscevano: Bertha von Suttner. Tre donne e tre uomini, e quasi tutti appartengono a due Paesi insieme — Callas nasce cittadina americana da famiglia greca e diventa italiana, Curie è polacca naturalizzata francese, "più europea che francese o polacca". Von Suttner è stata la prima donna a vincere il Premio Nobel per la pace e ha scritto Giù le armi nel 1889: "non ha portato bene, perché dopo sono scoppiate due guerre mondiali". "Ci ha provato." Con Leonardo arriva anche un quiz sulla lira: su quale banconota era? Non sulle 1.000 — quello era Marco Polo, dice Raffaele, ma non ne è sicuro — e nemmeno sulle 10.000: era sulle 50.000. Le monete, invece, non cambiano: ne parleranno un'altra volta.

    Nella seconda parte si scende a Genova, la tappa italiana della crociera della settimana scorsa. Matteo ci è stato due volte e la trova molto simile a Napoli; il dispiacere è lo stesso per tutti e due, la strada sopraelevata davanti al mare, "come se ci fosse una cicatrice in mezzo", anche se nessuno dei due vuole girare il dito nella piaga dei genovesi. Poi però c'è tutto il resto: il porto industriale da una parte e dall'altra il porto antico rifatto da Renzo Piano, i palazzi con i portici, la Lanterna che è il simbolo della città, e i caruggi, cioè i vicoli stretti e pieni di vita del centro storico. Nella Cattedrale di San Lorenzo, a strisce bianche e nere, ci sono tre storie in una: le ceneri di San Giovanni Battista ("ce l'hanno tutti", commenta Matteo), il Sacro Catino, un piatto di vetro verde di duemila anni fa che secondo alcuni è il Santo Graal, e una bomba della Seconda Guerra Mondiale caduta lì dentro e mai esplosa — l'originale è stato disinnescato, dentro la chiesa c'è una copia. C'è anche la casa di Cristoforo Colombo, che era genovese. E si chiude con le Strade Nuove e i Palazzi dei Rolli, patrimonio UNESCO, costruiti tra Cinquecento e Seicento con i soldi dei mercanti: siccome non c'era un palazzo solo per gli ospiti importanti, le famiglie erano divise in categorie e quando arrivava un re, un imperatore o un papa se ne estraeva una a sorteggio. Da quel momento quella famiglia ospitava a nome di tutta la città. È anche il periodo in cui la Repubblica di Genova diventa quasi un'oligarchia. Nella sala VIP si continua con l'Acquario.

    Trascrizione

    Matteo: [0:24] Buongiorno.

    Raffaele: [0:26] Buongiorno a te, Matteo. Come stai e dove stai?

    Matteo: [0:30] Tutto bene e sono dove ero settimana scorsa, ma al piano di sopra.

    Raffaele: [0:39] Alla ricerca di un po d'aria fresca?

    Matteo: [0:42] No, non proprio: alla ricerca di uno spazio in cui posso registrare senza disturbare, mettiamola così, mettiamola al contrario.

    Raffaele: [0:52] O essere disturbato, dai, diciamola tutta.

    ...

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    233: Quattro euro l'acqua: la Ryanair del mare?

    08/08/2026 | 27 min
    Si riprende esattamente da dove eravamo rimasti: Raffaele è tornato dalla crociera nel Mediterraneo occidentale — Italia, Francia e Spagna, "anche se solo per piccole puntatine" — con la voce che comincia a venir meno per un motivo che confessa subito: "ho mangiato troppo!".

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    Parole della settimana

    le note dolenti — La parte spiacevole di un discorso, quella che rovina un po' la festa: si dice quando, dopo le cose belle, si arriva ai problemi. Nell'episodio è Raffaele che le annuncia: finito di parlare del cibo, "qui cominciano insomma un po' le note dolenti", cioè i conti.

    English: the sore points, the downside

    precotto — Cibo già cotto prima, che poi si finisce di cuocere o si riscalda al momento. Attenzione: non è la stessa cosa di scotto, che vuol dire cotto troppo — Matteo prova con "scotta", ma Raffaele corregge: la pasta del buffet arriva dalla cucina "cotta al 90%", quindi è precotta.

    English: pre-cooked

    Note dell'episodio

    4 Words Italians Use All the Time in Conversation https://www.youtube.com/watch?v=UQpg2WUm0Ek&t=63s

    Matteo parte dal cibo e dichiara il suo punto di vista, che è quello di chi in crociera non è mai stato: si mangia bene? "Bene. A tratti benissimo" — e comunque, aggiunge Raffaele, "non mi hai chiesto quanto si mangia". I buffet sono quasi sempre aperti e quando chiudono apre l'angolo dei panini, c'è lo spuntino di mezzanotte e quello delle due di notte; la carne è meglio del pesce e tutti e due meglio della pasta, che arriva dalla cucina cotta al 90% e si finisce in padella con i sughi preparati a parte. La sera, invece, ristorante servito e piatti "da ristorante stellato". La palestra era bellissima e non l'ha mai vista da dentro: "beati loro", dice degli altri, "io mi alleno a casa, in vacanza mi rilasso".

    Poi arrivano le note dolenti, e sono i conti. Quindici o vent'anni fa, sulla stessa compagnia, "andavi a bordo e mangiavi, bevevi i drink, gli sfizi, la spa, la palestra: tutto assolutamente incluso nella quota". Adesso la quota base copre i servizi base e tutto il resto è extra: l'acqua è gratis al buffet, in un bicchiere, ma una bottiglia da un litro e mezzo al bar costa quattro euro — e infatti a ogni porto risalivano a bordo, in teoria vietato, con bottiglie da due litri comprate a terra a cinquanta centesimi. Cento euro a testa per la zona con le piscine meno affollate, duecento per il pacchetto bevande, gli spettacoli inclusi ma i posti buoni no, in un teatro chiamato Colosseo dove metà delle poltrone guarda una colonna. Da qui la formula di Raffaele: Costa come "il Ryanair del mare". Matteo però obietta, e Raffaele gli dà ragione: Ryanair i prezzi li ha abbassati, mentre le crociere costano più o meno come prima. Nessuna sentenza, alla fine: "dipende da che tipologia di vacanza vuoi fare".

    Le tappe italiane — Civitavecchia, Genova, Cagliari — se le tengono per le prossime settimane, "non possiamo liquidarle così", e allora la gara è tra le due straniere. Vince Marsiglia, a sorpresa: il porto vecchio pieno di barche, i viali alberati, l'arte contemporanea, e Le Panier, un tempo una zona malfamata e oggi il quartiere della street art e piccoli bar sui gradini, che gli ha ricordato "un pizzico" Montmartre. Sulla collina la basilica di Notre-Dame de la Garde, ottocentesca ma in stile bizantino, tutta dedicata alla Madonna che protegge i marinai; sul mare la cattedrale della Major. E dal panorama si vede il Castello d'If, l'isola-prigione del Conte di Montecristo di Dumas — che però non è l'isola del tesoro: quella, l'isola di Montecristo, è italiana, nell'arcipelago toscano insieme all'Elba. A Barcellona, che già conosceva, la Sagrada Família è finalmente alla sua altezza definitiva, croce compresa: "è stato toccante vedere dopo così tanti anni il pezzo mancante essere aggiunto".

    Si chiude con una storia di soldi trovati, e non a bordo. Su un vaporetto di Venezia la responsabile fa il giro dopo l'ultima fermata e trova una borsa con occhiali, carte e settemila dollari. Nessun documento, nessun proprietario: la consegna al comune, passa un anno, e per legge le cose trovate diventano di chi le ha trovate. Il comune però sostiene che il merito sia suo — è la sua dipendente, sulla sua barca — e comincia una battaglia legale che sembrava persa. Poi, settimana scorsa, il Giudice di Pace ha deciso: i soldi sono di chi ha materialmente trovato la borsa. Raffaele, alla domanda su cosa avrebbe fatto lui, non ha dubbi: "col cavolo che li restituivo al comune di Venezia!". La prossima settimana si parla ancora di soldi, ma di banconote in euro: stanno cambiando, e qualcosa possiamo dire anche noi.

    Trascrizione

    Raffaele: [0:24] Buongiorno Matteo.

    Matteo: [0:25] Buongiorno, come stai? Bentornato!

    Raffaele: [0:30] Grazie! Come senti, già sento un po' la voce che comincia a venir meno: è successo qualcosa in questa vacanza.

    Matteo: [0:39] Che hai fatto?

    Raffaele: [0:41] Ho mangiato troppo!

    ...

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    232: Come sono nate le crociere italiane (c'entra l'olio)

    01/08/2026 | 25 min
    Si riparte "da dove eravamo rimasti" — cioè dall'estero. Matteo, tornato in Inghilterra dopo una settimana napoletana, confessa di aver "intravisto" il mondiale in un bar sotto casa a Napoli: Inghilterra–Argentina, e tutto il bar tifava Argentina...

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    Parole della settimana

    bazzicare — Frequentare un posto o un ambiente, avere a che fare con qualcosa. Matteo lo usa parlando di musica: il jazz è un genere che lui "bazzica poco" — e Raffaele glielo spiega in diretta.

    English: to hang around, to be familiar with

    il fumaiolo — La "ciminiera" delle navi, da cui esce il fumo. Nell'episodio è la parola che i due cercano insieme — non "comignolo", che è quello delle case! — e quelli delle navi Costa sono di un giallo molto preciso: giallo olio di oliva.

    English: funnel (of a ship)

    Note dell'episodio

    ...il motivo è storico e ha un nome solo, Diego Armando Maradona — e con l'Italia assente "non c'era neanche la scelta". Poi la vita inglese: il festival Tramlines che riempie di musica dal vivo tutti i pub di Sheffield, le camminate quotidiane nella campagna di Dronfield dopo venti giorni di siccità, e i club di tiro con l'arco che non rispondono alle mail.

    Poi la notizia: Raffaele parte, in crociera, da Napoli, sulla Costa Toscana — "una delle più grandi, se non la più grande". E lo dice subito: "non sono proprio tipo da crociera", due crociere in trent'anni, perché cinque ore in una città vogliono dire fare tutto di fretta e perdersi le sere. Però, a conti fatti, "ogni tanto ha il suo perché": tanti posti in una settimana sola, compresi quelli dove non organizzeresti mai una vacanza apposta.

    E qui arriva la storia che dà il titolo alla puntata. Le crociere italiane nascono dai transatlantici dell'emigrazione: dopo l'Unità d'Italia si partiva in nave per il nuovo mondo, e quando gli aerei svuotarono le traversate, le navi dovettero inventarsi qualcos'altro. Costa Crociere all'inizio non trasportava persone: produceva ed esportava olio d'oliva agli emigrati nelle Americhe, che sentivano la mancanza del pilastro della dieta mediterranea — poi il colpo di genio: "se porto l'olio porto anche le persone", e alle stive si aggiunsero le cabine. I fumaioli delle navi Costa sono ancora oggi di un giallo preciso: giallo olio di oliva. MSC invece nasce a Sorrento dalla più grande flotta cargo: "le due anime delle crociere in Italia".

    C'è anche una chiusura del cerchio: Barcellona fu il primo viaggio all'estero di Raffaele con sua moglie, nel 2002, quando una guida disse che la Sagrada Família sarebbe stata completata "nel 2025, nel 2026". Ci tornano adesso, con la figlia, a vederla finita — 24 anni dopo. Le impressioni dalla nave arrivano "tra una settimana"; intanto la domanda di Matteo sulla Sagrada Família, e la caccia a chi diceva "il tempo è tiranno", continuano nell'aftershow.

    Trascrizione

    Raffaele: [0:24] Rieccoci: buongiorno, Matteo!

    Matteo: [0:27] Ben ritrovato e ritrovati: che piacere sentirvi tutti.

    Raffaele: [0:34] Certo. Che bello e abbiamo un sacco di cose da raccontarci. Da dove vogliamo cominciare, Matteo?

    Matteo: [0:40] E allora direi che possiamo partire da dove eravamo rimasti, ma in realtà non è questa la sezione... [Italiani all'estero] Iniziamo subito con qualcosa che attira l'attenzione: dice "dove eravamo rimasti?", ma poi siamo all'estero.

    ...

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    231: La ribellione di Raffaele: le letture d'estate le scelgo io.

    25/07/2026 | 27 min
    Si comincia col caldo — la sigla che "si scioglie" come un nastro inceppato — e con un rimedio antico: leggere. Magari libri sulle spedizioni al Polo Nord, per rinfrescarsi almeno con la testa. È la tradizione italiana del libro sotto l'ombrellone, che i nostri due conoscono bene ma praticano poco: Matteo storicamente leggeva d'estate, ma a casa; Raffaele, da papà, sotto l'ombrellone ormai disconnette il cervello e basta.

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    Parole della settimana

    il segnalibro — L'oggetto che metti tra le pagine per ricordare dove sei arrivato. Nell'episodio Matteo lo usa in modo poetico: un libro amato funziona "come da segnalibro nella tua memoria" — ti fa ricordare l'estate in cui l'hai letto.

    English: bookmark

    divorare (un libro) — Leggere un libro velocemente e con grande piacere, senza riuscire a fermarsi. Raffaele sceglie i libri per sua moglie e "molto spesso scelgo libri che poi lei divora".

    English: to devour (a book), to read it hungrily in one go

    Note dell'episodio

    Il cuore della puntata è una ribellione di scuola media. Alle letture assegnate per l'estate, il piccolo Raffaele rispose leggendo tutt'altro: l'intero Romanzo di Excalibur di Bernard Cornwell, scelto da lui, divorato volume dopo volume — e a settembre lo disse in faccia alla professoressa: "ho letto tantissimo, ma tutt'altro: ho scelto io". Da grande la pensa ancora così: un classico come Il Maestro e Margherita si può studiare, ma obbligare qualcuno a leggere un libro che non ha scelto "è una violenza" — la lettura non si impone. Matteo, che pure ha subìto le stesse liste, un po' lo frena: gestire ciò che non scegliamo, da ragazzini, allena alla vita. Poi però regala la frase più bella della puntata: lui Il Signore degli Anelli l'ha letto in un'estate sola, e oggi ricorda quell'estate proprio grazie al libro — "come da segnalibro nella tua memoria". "Hai detto una poesia", ammette Raffaele.

    Una tradizione però resiste: prima delle vacanze Raffaele sceglie sempre un libro per sua moglie, e difficilmente sbaglia. L'ultimo era Come l'arancio amaro di Milena Palminteri, vincitore del Premio Bancarella — il premio che scelgono direttamente i librai — e da lì si arriva alle saghe familiari ambientate in Sicilia che riempiono gli scaffali d'estate. La Sicilia, appunto: trasferirsi? Fa caldo perfino sull'Etna, ma Raffaele non se la sente di eliminarla, anche se non l'ha ancora mai vista. E così, tra Genova e Trieste col mare, una Milano difesa da Matteo contro gli stereotipi, una Firenze persa nel sovraffollamento e un posticino ideale in Emilia-Romagna a un'ora da tutto, la puntata chiude con la domanda che ogni amante dell'Italia si porta dentro: mare, città o montagna? Diteci la vostra — e il resto, con aria condizionata e bevanda ghiacciata, continua nell'aftershow.

    Trascrizione

    Raffaele: [0:23] Matteo, buongiorno.

    Matteo: [0:24] Buongiorno.

    Raffaele: [0:26] Non so se l'hai sentito pure tu, ma io sentivo la sigla di apertura un po' male, un po'... Sai come quando il mangianastri si inceppava?

    Matteo: [0:39] Sì?

    ...

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    230: "Mangiare a ufo": l'espressione nata dal Duomo di Milano

    18/07/2026 | 28 min
    Questa volta il microfono è vostro. Raffaele lo dice subito: senza gli ascoltatori questo resterebbe solo una conversazione tra lui e Matteo condivisa su internet — e infatti la puntata la fanno le vostre voci....

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    Parole della settimana

    mangiare a ufo — Mangiare senza pagare, quando paga qualcun altro. Un modo di dire regionale (Lombardia e Toscana) che viene dalla sigla A.U.F., ad usum fabricae, scritta sulle casse del marmo per il Duomo di Milano, che non pagava la dogana.

    English: to eat for free, to freeload (someone else pays)

    il passeggino / la carrozzina — Il passeggino (o il carrozzino) è quello dove si porta un bambino piccolo; la carrozzina, al femminile, è la sedia a rotelle. Una vocale cambia tutto — come ha scoperto Monica nel suo messaggio!

    English: stroller/pram (il passeggino, il carrozzino) vs wheelchair (la carrozzina)

    Note dell'episodio

    Questa volta il microfono è vostro. Raffaele lo dice subito: senza gli ascoltatori questo resterebbe solo una conversazione tra lui e Matteo condivisa su internet — e infatti la puntata la fanno le vostre voci. Si comincia con Rami, che vorrebbe ascoltare gli episodi uno dietro l'altro: si può, dalla pagina dello show su Spotify, ordinando dagli episodi meno recenti e lasciando fare all'autoplay — anche se ogni puntata di Easy Italian è fatta apposta per stare in piedi da sola, perché il podcast non è una soap opera.

    Poi arriva il lungo messaggio di Monica dalla Repubblica Ceca: suo marito Marco è mezzo italiano, a casa parlano ceco perché è più veloce, e sperano che la piccola Cecilia assorba l'italiano come una spugna. Per loro l'italiano è anche la lingua segreta di coppia — un lusso che Matteo a Londra non può permettersi, dove l'italiano si sente perfino dal balcone e dove Raffaele, a dodici anni, annunciò in un ascensore a Covent Garden "mi sto facendo la pipì sotto"... e l'ascensore rise. In mezzo, una correzione gentile che non dimenticherete: la carrozzina è una cosa, il carrozzino un'altra.

    La seconda parte del messaggio tocca un nervo scoperto: la scuola ha fatto odiare le lingue a Monica, tra brutti voti e commenti umilianti. E qui Raffaele si arrabbia — lo ammette lui stesso — e regala il momento più bello della puntata: la lingua non è performance, la lingua è comunicazione. Se una bambina dice "latto" invece di "latte", il latte arriva lo stesso.

    Chiusura col regalo linguistico: "a ufo" non c'entra niente con gli alieni. Il marmo di Candoglia per il Duomo di Milano passava la dogana senza pagare tasse, nelle casse marcate A.U.F. — ad usum fabricae, per i lavori della Veneranda Fabbrica che ancora oggi si prende cura della cattedrale. E siccome l'italiano ama le vocali finali, da AUF è nato "a ufo". Perché invece si dice "gratis"? Quello ve lo raccontiamo nell'aftershow.

    Trascrizione

    Matteo: [0:23] Buongiorno!

    Raffaele: [0:25] Buongiorno a te, Matteo, come va?

    Matteo: [0:27] Bene, bene. Comepossiamo fare? Lo possiamo dire, non lo possiamo dire...

    ...

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