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Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali

Matteo, Raffaele and the Easy Italian team
Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali
Último episodio

206 episodios

  • Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali

    205: Tutti i libri che vuoi!

    24/1/2026 | 25 min
    Iniziamo a pralare dei mitici libricini, e poi si passa alla musica, alle esperienze fatte e ovviamente... cibo!

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    Note dell'episodio

    The Most Beautiful Italian Word (according to Italians) - https://www.youtube.com/watch?v=rbKSArNUR_4

    Con Fabio oggi parliamo della sua esperienza all'estero e poi del suo ritorno in Italia.

    Come è andata? Dove tornerebbe?

    Ma non solo, parliamo di libri, di musica e cibo.

    E di seguito per chi vuole sapere di più di Fabio:

    Tutti i link utili per sapere di più di Fabio:

    https://fabiocerpelloni.com/

    Any Language You Want - https://a.co/d/f7dp9fU

    Tiny Book Author (Amazon link) - https://a.co/d/4tSF01G

    Trascrizione

    Raffaele:

    [0:23] Bello, eh, questo stacco di batteria? Bellissimo!

    Matteo:

    [0:27] E buongiorno a tutti e due, oggi siamo in tre già dall'inizio.

    Raffaele:

    [0:33] Siamo di nuovo in tre. ricordiamo per chi si fosse perso la produttiva precedente, andatevela a recuperare. E questo spiegherà perché in questa puntata siamo in tre. Matteo, ma dove eravamo rimasti?

    Matteo:

    [0:53] Beh, e dove eravamo rimasti?

    Raffaele:

    [0:55] Io lo chiedo a te e tu lo chiedi a me?

    Matteo:

    [0:58] Non lo so.

    Raffaele:

    [0:59] Eravamo rimasti alle lingue, no? Abbiamo parlato quasi per tutta la puntata precedente di lingue. In quest'altra puntata, con il nostro Fabio, proviamo a trattare altri argomenti. Però usiamo le lingue come ponte. E quindi io ho subito una domanda per te, Fabio. Ovvero, sei italiano, ma scrivi libri e anche articoli, di questo poi magari ne parliamo nell'after show, in inglese. Come hai raggiunto questo livello di fluency si dice in inglese, di competenza chiamiamola in italiano? Ma anche di fiducia in se stessi, perché in tanti non scriverebbero un libro nella loro lingua madre. Tu invece scrivi libri in una lingua che non è la tua lingua madre.

    Fabio:

    [1:42] Ok. Quindi... buongiorno a tutti. A me è sempre piaciuto scrivere, devo dire, anche quando ero alle scuole superiori superiori, scuole superiori e medie. I miei temi che ci facevano fare... diciamo che sono sempre andato bene nei temi. Mi piaceva scrivere, mi piace esprimermi in forma scritta. Formandomi come insegnante ho dovuto scrivere parecchio in inglese, perché c'erano i vari... adesso non so come si può dire... assignments. I vari... (Compiti.) Compiti, esatto, compiti o comunque test dove dovevi produrre un testo scritto. E già questa cosa a me piaceva, perché poi anche scrivendo, vedi, ti vengono in mente cose, ti viene in mente... dubbi. Ci va la virgola, ci va questa proposizione, quell'altra, come esprimo quest'idea, quali parole uso? Quindi è un continuo scoprire quando scrivi. Sia idee che hai, ma anche a livello di forma, quindi di capire come strutturare una frase, un testo, un paragrafo. È una cosa che mi è sempre piaciuta, la faccio anche nella mia attività da libero professionista. Come ho raggiunto questo livello? Scrivendo, ricevendo anche un feedback, un riscontro. Da me stesso più che altro, perché poi sono sempre stato io quello che andava a vedere se il testo andava bene, se non andava bene. Adesso con l'intelligenza artificiale è tutto molto più semplice, quindi per qualcuno che vuole scrivere hai un assistente diretto che ti può dire "guarda, qua ci va questo, perché bla bla bla..." Poi sull'intelligenza artificiale possiamo farci un...

    Matteo:

    [3:51] Una serie più che una puntata.

    Fabio:

    [3:55] Comunque sì, addirittura adesso, non per dire, però arrivo a scrivere in inglese e mi sono quasi dimenticato le regole di punteggiatura dell'italiano. Perché le virgole in italiano, ho sempre il dubbio dove vanno, come vanno, se ci vanno. Mentre in inglese, scrivendo solo in inglese, perché poi scrivo solo in inglese, sono molto più sicuro di quello che metto sulla pagina.

    Raffaele:

    [4:26] C'è sempre interferenza. Ma i tuoi libri hanno una caratteristica, qual è questa caratteristica?

    Fabio:

    [4:33] Che sono corti. Sono corti. Appunto io li chiamo tiny books, libricini, perché il mio primo libro, Any Language You Want, in realtà è stato quasi una sorpresa per me. Perché io non ho mai pensato di scrivere un libro, in realtà. Io ho sempre visto questa cosa dello scrivere un libro, pubblicare un libro come un obiettivo impossibile. Scrivere un libro? Quante cose devi dire? Come fai a pubblicarlo? E poi cosa scrivo? Questo era quello che pensavo. Poi ho letto un libricino di business che si chiama Anything You Want di Derek Sivers, che era, che è, è stato un imprenditore americano, dove lui semplicemente aveva pubblicato questo libricino. Ogni pagina, su ogni pagina, ogni due facciate raccontava una storia di come aveva costruito il suo business. Ed era un libricino di meno di 100 pagine, molto piccolo. Ho detto "wow, cavolo, 'sto libro qua ha detto molto di più, ho trovato molto di più in questo libro che in tanti altri che ho letto. Perché comunque leggo parecchio. E ho detto "Quasi quasi lo scrivo anch'io un libro così", un libro corto, storie corte, iniziano e finiscono, ogni capitolo è una storiella. Storiella vera poi, perché non scrivo mai di... cioè non scrivo romanzi o storie inventate. E allora ho detto "Wow, allora ci provo anch'io, quindi non devo pubblicare 300 pagine per diventare un autore." [È] così che ho scritto poi il mio primo e il mio secondo. Che poi il mio secondo è "come scrivere un libricino". (Un metalibro.) Un metalibro, esatto, sempre storie mie. Parlo sempre... cioè parlo sempre di me, non perché sono egocentrico ma perché vorrei far vedere quello che può funzionare. L'ho fatto col primo con language learning, e l'ho fatto col secondo con il self publishing, lo scrivere.

    Raffaele:

    [6:53] C'è un grande vantaggio dei libricini, che ho sentito tra l'altro da, come chiamarlo, da un linguista e esperto anche di business che dovresti conoscere, ma ne parliamo nell'after show. Che dice che il vantaggio dei libri piccolini, è quello che ti spingono poi all'azione più facilmente. Finisci il libro presto e sei subito portato all'azione. Mentre invece libri grandi tendono ad addormentarti per certi versi. Quindi leggi il libro, ma poi alla fine del libro ti sei dimenticato di farci qualcosa con il libro.

    Fabio:

    [7:26] Sì, ne ho letto uno, appunto, anzi più di uno in realtà, dove è un continuo dire sempre la stessa cosa, sempre il solito, due o tre concetti, i soliti due o tre concetti, e tu dici "ma ok, non mi serve un altro esempio di questo concetto". E a volte questa cosa è un po' dovuta anche all'industria del publishing che richiede poi... l'autore... "o scrivi 250 pagine oppure non possiamo pubblicarti perché magari il libro non si vede sullo scaffale". Mentre un libro piccolo è più funzionale, ti dà quello che ti dà, quello che ti deve dare e basta: è inutile diluire o comunque dilungarsi, ecco.

    Raffaele:

    [8:21] Matteo, hai sentito nella puntata precedente? Fabio ha vissuto a Londra.

    Matteo:

    [8:27] Fabio ha vissuto a Londra, esattamente, ma questo lo dovevi sentire tu, che sei il Londra lover...

    Raffaele:

    [8:35] Eh vabbè, ma ci hai vissuto più tu che io però, è un'altra cosa che ci accomuna.

    Matteo:

    [8:40] Ma io prima di andare a Londra, perché poi andiamo anche a Londra, volevo chiedere a proposito dei due libricini: ma c'è un due senza tre in arrivo?

    Fabio:

    [8:49] C'è, c'è il 3. C'è il 3, è ancora un'idea, c'è un elenco di cose che voglio mettere dentro. Però ci sarà, io voglio continuare a farlo, sì, sì.

    Matteo:

    [9:04] A quel punto la seconda domanda è: ma è per caso su Any Martial Art You Want?

    Fabio:

    [9:12] No, non è su martial arts. Mia cognata mi ha detto "ah, hai scritto un secondo libro su come scrivere il primo libro, quindi il tuo terzo cos'è? Scrivi un terzo libro su come scrivere un secondo libro? Cos'è, Inception?" No, non è Inception, è sempre un libro di storie. Allora, ho un po' di idee, però quella che più mi piace, perché poi sempre parlando poi di language learning, di apprendimento linguistico: se fai qualcosa che hai... passione, per la quale passione o comunque qualcosa che ti entusiasma, poi la cosa ti riesce meglio. E quindi sto pensando a un libro di storie mie personali, sempre, ovviamente, però con un messaggio più universale. Non ho ancora ben chiaro il progetto, però questa cosa a me entusiasma molto. Anche perché io nel podcast che avevo aperto nel 2021, tutti [i miei primi] episodi erano storie mie personali, che utilizzavo per insegnare inglese. Prendere quei contenuti, aggiustarli e scrivere una storia, come testo scritto, e racchiudere il tutto in un libro poi... non so, questo qua è un progetto che mi ispira molto. Quindi diciamo che [all']80% questo è il terzo libro.

    Raffaele:

    [10:43] In bocca al lupo.

    Fabio:

    [10:44] Grazie.

    Raffaele:

    [10:46] "Crepi" si dice! No "grazie"!

    Fabio:

    [10:47] Crepi, crepi, infatti!

    Matteo:

    [10:48] Sei vegetariano?

    Fabio:

    [10:50] Io? Sono vegano.

    Matteo:

    [10:53] Ah vedi allora per questo non ha detto "crepi"!

    Matteo:

    [10:56] Ce li abbiamo tutti e tre allora: l'onnivoro, il vegetariano e il vegano.

    Matteo:

    [11:00] Posso fare una domanda che vorrei fare poi a tutti i nostri futuri ospiti, per fare poi una raccolta? Ci dai una ricetta?

    Fabio:

    [11:13] Una ricetta vegana?

    Matteo:

    [11:15] Una ricetta. Una ricetta che ti piace, una ricetta ovviamente che ti piace e che mangeresti, quindi se sei vegano, vegana.

    Raffaele:

    [11:22] La domanda più difficile delle due puntate.

    Fabio:

    [11:23] Questa è difficile sì! Allora, la ricetta: riso saltato con le verdure. E come si fa? Prendi il riso, lo salti e ci metti le verdure.

    Matteo:

    [11:41] Andiamo un po' più... almeno dicci le verdure.

    Fabio:

    [11:46] Ci metti il peperone, ci metti la carota, il broccolo, salti tutto, un po' di salsa di soia, riso integrale ai minerali: è più nutriente. E lo salto. Guarda, questo è come mi ha conquistato la mia compagna, con un riso saltato con le verdure.

    Raffaele:

    [12:07] Ma mi sembra una ricetta più asiatica che non italiana.

    Fabio:

    [12:10] Sì, perché sia io che la mia compagna siamo innamorati del sud-est asiatico, ci abbiamo viaggiato per cinque mesi e mezzo quando eravamo di ritorno dalla Nuova Zelanda. Così, con lo zainetto, senza... abbiamo pianificato i primi due giorni a Bali e poi il resto non sapevamo in realtà, non avevamo un piano. Avevamo un piano che stavamo in giro con i soldi che avevamo guadagnato in Nuova Zelanda a farci un mega viaggio, con un budget ristretto comunque. Non è che abbiamo fatto hotel 5 stelle, resorts... nulla di tutto ciò. Ma, con l'Asia sì, soprattutto io col Vietnam: mi piace molto.

    Raffaele:

    [13:02] Fantastico. Fabio, ti devo interrompere a questo punto, perché io prima ho lanciato l'amo per Londra ma non avete abboccato. Poi tu adesso hai detto che sei stato in Nuova Zelanda. Ma hai vissuto in più posti in giro per il mondo. Ti va di raccontarci un po' di questi tuoi... non viaggi soltanto, ma proprio di esperienze di vita all'estero?

    Fabio:

    [13:21] Allora, io sono partito per Londra nel 2011, lavoravo per Pret a Manger, che è tipo Starbucks. E ho fatto lì i primi... facciamo un anno e mezzo. Un anno e mezzo. Ero con la mia ex compagna, a Londra esperienza formativa, però esperienza che mi ha tirato fuori dal guscio, dalla protezione di mamma e papà. Ero lì facendo un lavoro per il quale non avevo studiato, perché facevo panini e zuppe. E il mio inglese lì è migliorato, perché comunque stando a contatto, parlando con i miei colleghi, sono migliorato. Poi con la mia compagna dell'epoca ci siamo lasciati, e ho detto "dove vado?" E pensavo "vado in Canada, adesso me ne vado in Canada, voglio comunque andare in un altro paese dove parlano l'inglese, così vado avanti, imparo sempre di più, diventerò insegnante". Avevo visto che c'era qualcosa qui col visto che non poteva funzionare, ho detto "no, sai dove vado? Andiamo da un'altra parte del mondo!" E sono andato in Australia. In Australia sono atterrato ad Adelaide e l'Australia per me è stato il mio... ancora lo ricordo come i miei due anni più belli dei miei 38 anni. Perché ho conosciuto un sacco di persone, ho visto un sacco di bei posti, poi a me piace il deserto, ho conosciuto la mia compagna attuale, che è quella che mi ha conquistato col riso con le verdure. In realtà l'avevo conosciuta in Italia perché, adesso la storia un po' si complica, in Italia io insegnavo così amatorialmente lezioni di batteria e lei era una mia studentessa.

    Matteo:

    [15:21] Oh, quindi legati dall'amore non solo per il sud-est asiatico, ma anche per la batteria e la musica.

    Fabio:

    [15:33] Sì, esatto. Una settimana prima che io partissi per l'Australia, io e Aloha, che è la mia compagna, abbiamo iniziato la relazione. Quindi è stata davvero dura all'inizio, perché in Australia io all'inizio ero da solo i primi quattro mesi. Lei poi mi fece la sorpresa di dire "vengo giù anch'io". Ma io ero io ero cotto, innamorato perso, cotto. Quindi i primi quattro mesi a distanza, in realtà quelli sono stati più brutti secondo me.

    Raffaele:

    [16:04] E che distanza poi, non è esattamente Napoli-Milano.

    Fabio:

    [16:07] Esatto, esatto, poi dall'Australia lei mi ha raggiunto, abbiamo fatto tutto quello che abbiamo fatto, perché abbiamo comprato un van, abbiamo girato, lavoravamo nelle farm, nelle piantagioni e abbiamo fatto lì quei due anni. E da lì poi ho detto "ma dove andiamo? Il visto è scaduto!" Il paese più vicino è la Nuova Zelanda, facilissimo da entrarci per candidarsi per il visto, l'abbiamo preso ed è lì poi che io ho preso la mia prima certificazione per diventare insegnante, ho iniziato a insegnare nelle scuole di lingua ad Oakland, in una scuola di lingua inglese ad Oakland, ho fatto tutta la mia prima esperienza. E la mia... Aloha lavorava in pasticceria, perché lei... no pasticceria, era una... vabbè comunque lavorava in un posto dove facevano da mangiare. E abbiamo fatto due anni lì, poi prima di tornare in Italia appunto abbiamo detto "andiamo a vedere l'Asia". Perché poi in Australia e in Nuova Zelanda incontravamo tante persone che dicevano "sono stato in Vietnam, abbiamo visto la Malesia, e la Cambogia, di qua. di là..." Tante persone in viaggio, sentivamo che avevano appunto avuto queste esperienze.

    Matteo:

    [17:27] E quindi dicevate "ma dovremmo vederla anche noi". Giusto.

    Fabio:

    [17:31] Esatto. Quindi prima di tornare facciamo anche noi i backpackers, come già lo facevamo, e andiamo lì. Abbiamo fatto appunto questi cinque mesi e mezzo vagando con lo zainetto, bellissimo. Io vorrei andare lì in pensione.

    Raffaele:

    [17:54] E invece sei tornato in Italia?

    Matteo:

    [17:56] Infatti sì, stavo per dire, vi siete stufati di girare?

    Fabio:

    [18:00] Beh, più che stufati,sapevamo l'inizio del viaggio e la fine. In realtà siamo tornati perché il visto della Nuova Zelanda era scaduto, in Indonesia, [nel] sud-est asiatico non potevamo stare. Anche perché i servizi... noi ci lamentiamo magari dell'Italia magari, però ci sono posti dove i servizi sono molto scadenti. E quindi siamo tornati, siamo tornati. Io poi ho iniziato a lavorare al British Council.

    Matteo:

    [18:39] Lavori ancora? No, non lavori [più] al British Council.

    Fabio:

    [18:43] Al British Council sono... come si dice... collaboratore, insomma, freelance.

    Raffaele:

    [18:49] Com'è tornare in Italia dopo aver vissuto diversi anni all'estero?

    Fabio:

    [18:54] Ma all'inizio, quando tornavo, perché ogni tanto tornavamo, io non vedevo poi l'ora di andare via, perché comunque la mia routine era dall'altra parte, avevo i miei progetti in Australia, Nuova Zelanda. Poi quando siamo tornati in realtà non è stato poi così scioccante o che so, deprimente o magari... È stata un'esperienza normale, abbiamo preso una casa in affitto, poi abbiamo comprato casa. Shock culturale non c'è stato in realtà, perché fondamentalmente siamo italiani quindi sapevamo cosa trovavamo. In realtà è stato anche... dopo aver visto certe cose fuori dall'Italia, in realtà ci siamo resi conto che in realtà ci sono tante cose che funzionano nel nostro paese. Però siccome siamo qui, non te ne accorgi poi. Te ne accorgi quando non le hai.

    Raffaele:

    [19:59] Le dai per scontate.

    Fabio:

    [20:01] Esatto, le dai per scontate. E quindi è stato anche un po'... mi ha fatto apprezzare in realtà di più l'Italia, il tornare.

    Matteo:

    [20:10] Questo è interessante, molto interessante.

    Fabio:

    [20:13] Eh bisogna... per quello che quando si dice "viaggiare ti apre gli occhi, viaggiare..." cioè non è un cliché, è così. Logico: se viaggi... scusa.

    Matteo:

    [20:23] No no no, continua.

    Fabio:

    [20:24] No, dico, se viaggi in paesi magari dove la cultura è identica... però neanche tanto perché, per esempio in Australia abbiamo avuto un paio di episodi dove ci siamo trovati davvero male. Ora senza... io l'Australia la porto al top, numero uno. Qua non potete vedere, ma ho bandiere australiane appese, ho un didgeridoo, insomma un po' di cose. Però ci siamo trovati male un paio di volte con l'assistenza sanitaria, e ci siamo detti "cavolo, ma in Italia ci lamentiamo però sta cosa è inconcepibile, non ci è mai successa prima". Quindi adesso non voglio dire che il sistema, come si dice... il sistema healthcare dell'Australia non funziona, anzi. Però [ci sono] state un paio di cose che ho detto "mah, le cose..." Anche a Londra, ma in realtà ovunque, in realtà ovunque: trovi cose che qua non hai e viceversa.

    Matteo:

    [21:23] Sì, il fatto del viaggiare che ti apre a volte... automaticamente pensiamo sempre verso... guardando noi verso una direzione, guardiamo verso il luogo dove arriviamo e pensiamo sempre che l'apertura è verso nuove cose. Ma a volte, come spesso succede, ci si accorge che anche dietro di noi era una situazione diversa da come la vedevamo.

    Fabio:

    [21:53] Esatto. In Cambogia abbiamo visto persone in motorino con la flebo.

    Raffaele:

    [22:03] Cosa?

    Fabio:

    [22:04] Sì, perché la storia... la Cambogia ha avuto questo genocidio davvero deprimente negli anni '70 con Pol Pot, questo dittatore che aveva fatto fuori 3 milioni di cambogiani, soprattutto gli intellettuali. Cioè se avevi gli occhiali eri considerato intellettuale e quindi dovevi essere fatto fuori. E quindi c'è tutta una sorta di... non ci sono certe figure, tipo medici, ingegneri, intellettuali, che possono portare avanti il paese. Si stanno riprendendo... Questo me la raccontava una volontaria australiana che era lì, quindi magari da verificare questa cosa, però questo è quello che mi aveva detto lei. E quindi manca tutta quella fetta di società, di figure professionali lì, e sono quindi praticamente tutti contadini, pescatori, lavoranti, insomma nel settore agricolo. E la sanità? La sanità lì infatti eravamo in una situazione dove "cavolo, se qua cadiamo in motorino che si fa? Se abbiamo un incidente, se succede qualcosa?" Qua sei... devi poi andare in giro con la flebo attaccata in motorino, come ne abbiamo visti tanti. Persone in motorino con la flebo che uscivano da questa clinica, poi dici "vabbè..."

    Raffaele:

    [23:39] Pazzesco, molto Interessante però. Fabio, però il nostro tempo qui nella puntata aperta a tutti è finito. Quindi io ti faccio un'ultima domanda brevissima: come possono trovarti i nostri ascoltatori?

    Fabio:

    [23:51] Allora possono trovarmi sul mio sito fabiocerpelloni.com o mi potete trovare su YouTube, Fabio Cerpelloni. Vi mando lì. Ah scusate, un terzo canale è su Substack, che ho ed è chiamato Better Writers

    Matteo:

    [24:15] Benissimo. Allora inseriremo tutti questi link nelle show notes, così tutti quanti potete andare a fare un po' di stalking.

    Raffaele:

    [24:26] Matteo, però c'è un problema: io ho ancora delle domande per Fabio.

    Matteo:

    [24:29] E non c'è problema, in realtà noi abbiamo ancora un po' di tempo con Fabio e lo andiamo a passare di là. Io già so che Raffaele prende il caffè, Fabio la pizza, ho preparato tutto nella nostra saletta dell'aftershow. Quindi salutiamo tutti quanti e andiamo a mangiare pizza e bere caffè.

    Fabio:

    [24:53] Bel piano!

    Raffaele:

    [24:54] Ciao a tutti.

    Matteo:

    [24:56] Ciao.

    Fabio:

    [24:57] Ciao ciao!
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    204: Tutti gli ospiti che vuoi!

    17/1/2026 | 28 min
    E con ogni ospite abbiamo due importantissimi elementi. Una sua ricetta! Ma di quella ne parleremo la prossima volta, e poi un libro! Questa volta il libro è scritto da Fabio, Any Language You Want. Un libricino interessante e pieno di tante lezioni interessanti per chi vuole imparare una lingua.

    Trascrizione interattiva e Vocab Helper

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    Note dell'episodio

    What's Hard About Italian? - https://www.youtube.com/watch?v=vaLf7cWKhI4

    In questo episodio Matteo e Raffaele fanno due chiacchiere, ma anche quattro, con Fabio Cerpelloni.

    https://fabiocerpelloni.com/

    Autore del libro "Any Language You Want", un piccolo libro con grandi insegnamenti e spunti per tutti quelli che stanno imparando una lingua o che vogliono iniziare ad impararne una.

    In questo episodio parliamo con Fabio del libro, delle diverse strade che si possono prendere quando si impara una lingua. Ma non solo, anche consigli, curiosità e cibo, ovviamente!

    Tutti i link utili per sapere di più di Fabio:

    Any Language You Want - https://a.co/d/f7dp9fU

    Tiny Book Author (Amazon link) - https://a.co/d/4tSF01G

    Trascrizione

    Matteo:

    [0:23] Buongiorno!

    Raffaele:

    [0:24] Buongiorno a te Matteo! Si avvicina il Blue Monday, il lunedì blu, il lunedì più triste dell'anno. (Ma è gennaio?) E se non sbaglio è l'ultimo lunedì di gennaio o il penultimo lunedì di gennaio. Tu sei triste?

    Matteo:

    [0:40] No, io penso che in realtà è sbagliato: è febbraio il periodo più triste dell'anno.

    Raffaele:

    [0:45] Era tutto un enorme gancio per dirti che io invece non sono triste, sono molto contento, perché dopo tanto tempo abbiamo un ospite.

    Matteo:

    [1:01] E buongiorno e benvenuto, Fabio.

    Fabio:

    [1:06] Buongiorno a voi, ciao Matteo, ciao Raffaele.

    ...

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    203: Giochi a tavola!

    10/1/2026 | 45 min
    Anche se adesso dovremmo andare a fare una passeggiata o anche una corsetta per smaltire tutto quello che abbiamo mangiato.

    Niente di piu' semplice, carichiamo il podcast sul cellulare e partiamo.

    Allora questa volta non ci accomodiamo, ma allacciamo le scarpe e partiamo!

    Trascrizione interattiva e Vocab Helper

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    Note dell'episodio

    5 Phrases to Speak Italian Naturally in 2026 - https://www.youtube.com/watch?v=I8_GFSNAL70

    Come abbiamo detto all'inizio della puntata per la puntata numero 203, questa puntata, i materiali che di solito sono disponibili a tutti i membri della comunita' Easy Italian sono liberi per tutti!

    Potrete quindi avere il vocabhelper! E di seguito potete scaricare la trascrizione:

    https://bit.ly/EP_203_Podcast

    E adesso iniziamo! Iniziamo l'anno giocando.

    Queste feste le abbiamo passate giocando! Meno male.

    Ma a cosa abbiamo giocato e quali giochi hanno conquistato Raffaele? Lo scoprirete subito!

    Abbiamo parlato di:

    Scarabeo

    Labirinto

    Lupus in Tabula

    Sinco

    Catan

    Concludiamo con una notizia interessante!

    Settimana prossima abbiamo un...

    A no, scusate, non posso dire niente, altrimenti poi Raffaele si arrabbia. Allora niente, ci vediamo settimana prossima. Mi raccomando, non mancate e portate qualche sedie in piu'! Almeno una.

    Trascrizione

    Matteo:

    [0:10] Buon anno di nuovo!

    Raffaele:

    [0:22] Buon anno, buon anno di nuovo a tutti, però ho sentito un buon anno particolarmente nasale da parte tua, Matteo.

    Matteo:

    [0:31] Indovinato, quest'anno ha portato un bel raffreddore, di quelli belli grandi.

    Raffaele:

    [0:37] E vabbè dai, poca cosa, tra l'altro suppongo che il 50% della popolazione italiana sia raffreddata, influenzata o abbia la febbre. Sono state un paio di settimane belle toste: virus, influenze varie, il picco si è avuto proprio a cavallo di queste feste.

    ...

    Per questa puntata la trascrizione tutti possono scaricare la trascrizione qui:

    https://bit.ly/EP_203_Podcast
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    202: Anno nuovo, vita nuova!

    03/1/2026 | 27 min
    ... e sicuramente nuova vita per la professoressa che ha vinto un milione di euro nel programma televisivo chi vuole essere milionario! Ma le domande come erano? Anche noi avremmo risposto bene?

    Mettetevi comodi, stiamo per iniziare!

    Trascrizione interattiva e Vocab Helper

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    Note dell'episodio

    16 Minute Conversation in Slow Italian - https://www.youtube.com/watch?v=qedInJ9wdYs

    Iniziamo con una notizia molto strana, che ha colto di sorpresa sia Matteo che Raffaele.

    Ma cosa è successo?

    Allora, siamo a Roma, in una delle piazze più famose del mondo, al cospetto della fontana, probabilmente, più famosa del mondo. Fontana di Trevi. A causa dell'eccesso di turisti a quanto pare il comune di Roma ha deciso di rendere la visita alla fontana una visita a pagamento. Ma non per tutti!

    Oh mamma mia, che confusione. Abbiamo bisogno di una spiegazione chiara e precisa, per favore Raffaele aiutaci tu!

    Abbiamo usato durante la sezione della Fontana di Trevi una parola molto paricolare:

    "contingentato"

    Ma cosa vuol dire? - Sottoposto a razionamento o a limitazione nella diffusione.

    Andiamo poi in televisione! Ma non noi, e nemmeno, purtroppo, qualcuno che conosciamo. Ma a quanto pare è tornato un programma televisivo.

    i programmi televisivi ad ora più seguiti sono:

    Affari tuoi

    https://it.wikipedia.org/wiki/Affari_tuoi

    La ruota della fortuna

    https://it.wikipedia.org/wiki/La_ruota_della_fortuna

    E poi c'è

    Chi vuole essere milionario!

    Pronti? Raffaele ha deciso di mettere Matteo alla prova. Riuscirà a rispondere alle domande che hanno fatto vincere un milione di euro alla concorrente italiana qualche settimana fa?

    Trascrizione

    Matteo:

    [0:10] Buon anno!

    Raffaele:

    [0:24] Buon 2026!

    Matteo:

    [0:26] Strano, eh?

    Raffaele:

    [0:27] Strano per noi, sì, tra l'altro... vabbè, lo sai, noi siamo sempre trasparenti, noi stiamo registrando il 22 dicembre per tutte le puntate festive. Fa un po' strano augurarsi buon anno quando mancano dieci giorni all'anno nuovo. Tra l'altro in Italia si dice che porta male fare una cosa del genere, quindi siamo proprio temerari!

    Matteo:

    [0:51] Vabbè però tra di noi è una registrazione, e quando veramente sarà ascoltato da tutti sarà effettivamente il giusto momento.

    ...

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    201: Buone feste! Quasi fatte.

    27/12/2025 | 25 min
    Oggi siamo tradizionali, o almeno ci proviamo, a raccontare le tradizioni del Natale e del periodo natalizio in Italia, a Napoli ma soprattutto in casa di Matteo e in casa di Raffaele.

    Prego accomodatevi, arriviamo subito con un po' di panettone, o un leggerissima fettina di cassata siciliane. Giusto per iniziare.

    Trascrizione interattiva e Vocab Helper

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    Note dell'episodio

    Christmas Wishes from Easy Italian! 🎄 https://www.youtube.com/watch?v=EX4jkbNk7lQ&t=2s

    Le tradizioni. Sono importanti? Sono buone? Come sono?

    A Natale sono cosi' tante le varianti delle tradizioni che insomma, ogni famiglia ha le sue.

    Potremmo tagliare l'Italia in due e dire che al sud si cena la vigilia di Natale e si pranza, mentre al nord si pranza solo a Natale. Ma questo spesso non è vero per tutti. Quindi possiamo dire che:

    Ci sono tante tradizioni diverse ma allo stesso tempo simili. La cosa più importante è, a Natale si è in famiglia, e si mangia.

    Il resto è contorno, e si mangia anche quello.

    Questo Natale Matteo e Katie sono a Milano, non sono andati dalla famiglia di Matteo a Napoli per gestire un piccolo imprevisto con Brody, tutto bene, ma è stata operata e non poteva viaggiare. Quindi questo Natale sarà un Natale milanese, più tranquillo. Ma ovviamente, si mangia tanto, comunque.

    Per non parlare di Raffaele che inizia la sua cena della vigili a pranzo, dai suoi genitori.

    Ma ci sono anche altre tradizioni che non sono solo cibo?

    Se proprio dobbiamo, possiamo parlare del presepe!

    In tema presepe, per i studenti più hardcore e per chi è anche interessato al napoletano, consigliamo come visione natalizia: "Natale in casa Cupiello", una commedia di Eduardo de Filippo, molto bella, che parla di una Napoli degli anni '30.

    Torniamo a noi, dicevamo, il presepe:

    https://it.wikipedia.org/wiki/Presepe

    E il presepe napoletano:

    https://it.wikipedia.org/wiki/Presepe_napoletano

    A quanto pare il presepe non è una "tradizione" che arriva con il cristianesimo, come si potrebbe pensare osservando il presepe e il tema, ma qualcosa di molto simile c'era gia in epoca romana.

    Trascrizione

    Matteo:

    [0:09] Tanti auguri! Buongiorno! (Buon Natale passato!) Passato, e quindi possiamo anche dire "buone feste..." Aspetta, c'è un modo che diceva mia madre che mi faceva sempre un po' sorridere.

    Raffaele:

    [0:39] Lo diciamo tutti gli anni: buone feste fatte.

    Matteo:

    [0:42] Fatte, ecco fatte, non me lo ricordo, io ogni volta me lo dimentico.

    Raffaele:

    [0:47] Il punto è che siamo ancora nel bel mezzo delle feste, quindi non sono ancora fatte. Buone feste va ancora benissimo come augurio. Tecnicamente, per chi ci ascolta, il Natale è passato. Per noi che registriamo prima, non ci siamo ancora arrivati. Come ti stai preparando a Natale?

    Matteo:

    [1:05] È strana questa cosa, è strana: adesso voi saprete già, o vivrete in un momento in cui noi avremmo già fatto quello che stiamo dicendo... un casino, ragazzi, un casino.

    ...

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