1208 episodios
ME CONTRO TE: cosa succede con Consumerismo, cosa rischiano e il modello di business dei bambini...
21/09/2026 | 29 minUn ricorso depositato al Tribunale Civile di Palermo (sezione specializzata in materia d’impresa) mette sotto lente sito e app legati a “Me Contro Te”, il duo Luigi Calagna e Sofia Scalia (“Luì e Sofì”). Consumerismo No Profit non chiede risarcimenti: chiede un’azione inibitoria, cioè la cessazione immediata di pratiche ritenute scorrette e l’adeguamento entro 30 giorni.
Le contestazioni ruotano attorno a un punto: quando il pubblico principale è composto da bambini, il confine tra intrattenimento e vendita diventa una vulnerabilità. Tra “vai allo shop” (con rimando a una vetrina Amazon anche in affiliazione), commistione tra contenuti e promozione, banner cookie non conforme alle linee guida del Garante Privacy (10 giugno 2021), e un’app (“Me Contro Te World”) con acquisti in-app e raccolta dati/analytics (citata l’integrazione con servizi Microsoft per il gaming), la domanda è se l’ecosistema sia progettato per convertire attenzione e fiducia in acquisto.
Il punto chiave non è solo il singolo elemento tecnico, ma la catena di valore: bambini come pubblico, leva di appartenenza e, infine, “cassa” che attiva la monetizzazione. Una discussione che tocca creator economy, tutela dei minori come consumatori e il ruolo delle regole (Codice del Consumo e privacy) nel mondo dell’influencer marketing.
00:00 Matrimonio e caso pubblico
02:55 Ricorso a Palermo: cosa chiede
03:37 Le 5 contestazioni: sito e app
08:39 Consumerismo spiega il perché
15:19 Modello: attenzione, fiducia, conversione
19:14 Desiderio, influencer, appartenenza
23:44 Bambini: prodotto, canale, cassa
27:09 Chiusura e promo Zero2AI
#MeControTe #Consumerismo #CodiceDelConsumo #AIassisted
~~~
Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo Flora
INFO E AZIENDE: https://matteoflora.com
Il CORSO di AI: https://zero.matteoflora.com
Newsletter: https://link.mgpf.it/nl
Social: https://io.matteoflora.com
English: https://www.youtube.com/@CiaoInternet
Privacy » https://privacy.matteoflora.com
AI Policy » https://privacy.matteoflora.com/ai
Mail #adv: sales (at) matteoflora.com- Bruxelles mette sul tavolo una bozza di 99 pagine: l’EU Kids Act, venduto come “spazi digitali più affidabili” e come risposta alla crisi dei minori online. L’impianto è semplice e, proprio per questo, seducente: tre soglie (under 13 esclusi da social e piattaforme video
- Revolut conferma un data breach che coinvolge anche clienti italiani (centinaia secondo ricostruzioni di stampa), ma la dinamica ribalta la narrativa classica del “hacker ha bucato la banca”. Qui il punto è l’abuso di un canale ritenuto affidabile: richieste di dati partite da una casella PEC della Prefettura di Reggio Calabria, presentate come comunicazioni della Polizia Postale e confezionate in modo credibile.
Il meccanismo è quello delle richieste “spray and pray”: si usano identificativi di transazioni crypto pubblici, si chiede a chi appartengono e, se i controlli procedurali falliscono, si ottengono pacchetti completi KYC e dati bancari (documenti, selfie di verifica, saldi, movimenti, IBAN). Il caso si intreccia anche con il contesto europeo delle European Investigation Orders e con il nuovo quadro e-Evidence, che rende ancora più delicata la catena di fiducia tra autorità e aziende.
La domanda centrale non è solo “cosa deve fare Revolut”, ma “chi controlla i controllori”: quante altre richieste sono partite da quella PEC (o da altre), quante aziende hanno consegnato dati e perché un canale istituzionale non è protetto con misure coerenti con quelle richieste ai cittadini. Qui la sicurezza non è un rito: o è verificabile e tracciabile, o è una finestra spalancata nella porta blindata.
00:00 Perché parlarne davvero
01:10 Breach Revolut: numeri e conferma
01:48 La PEC della Prefettura
02:35 Ordini europei e e-Evidence
04:25 Spray and pray su crypto ID
06:29 Che dati sono usciti
08:00 Silenzio istituzionale e Parlamento
10:06 Problema sistemico: PEC e controlli
17:27 Chiusura e messaggio finale
#Revolut #PEC #eEvidence #AIassisted
~~~
Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo Flora
INFO E AZIENDE: https://matteoflora.com
Il CORSO di AI: https://zero.matteoflora.com
Newsletter: https://link.mgpf.it/nl
Social: https://io.matteoflora.com
English: https://www.youtube.com/@CiaoInternet
Privacy » https://privacy.matteoflora.com
AI Policy » https://privacy.matteoflora.com/ai
Mail #adv: sales (at) matteoflora.com I REATI DELLA AI: il nuovo reato per chi non controlla lintelligenza artificiale... #1593
15/09/2026 | 57 minCon l'Avv. Giuseppe Vaciago (Partner di 42 Law Firm, penalista esperto di diritto dell'informatica e intelligenza artificiale) un'ora intera su una domanda sola: se un sistema di AI fa danni, in Italia chi finisce in galera?
Si parte da due fatti. Uno sciame di agenti di Anthropic ''esce dalla sandbox'' e attacca Hugging Face fuori da ogni perimetro, e qualcuno se ne accorge venti giorni dopo. Poi il report di Anthropic sugli abusi dei suoi modelli: operazioni cyber, sorveglianza, influenza, truffe, fino al controllo di sistemi d'arma. Se succedesse in Europa, con AI Act, GDPR, NIS2, Cyber Resilience Act e DORA che si intersecano, cosa succederebbe davvero?
Il cuore è il nuovo art. 437-bis del codice penale (testo approvato, in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale): un reato omissivo, ricalcato sulla sicurezza sul lavoro, per chi progetta, addestra, immette sul mercato o usa professionalmente un sistema di AI ad alto rischio senza le misure di sicurezza adeguate. Fino a 5 anni di reclusione per chi lo gestisce, e non solo per il CEO: anche il CISO. Per l'azienda scatta la 231: sanzione fino a 1,5 milioni, confisca del profitto e interdittiva da sei mesi a due anni, che per molte imprese vuol dire chiudere. La chiave è la ''colpa organizzativa'': ti puniscono non per l'imprevedibilità dell'AI, ma per non aver fatto il minimo per governarla.
Poi il nodo provider contro deployer: perché i laboratori di frontiera gridano ''siamo pericolosissimi'' mentre nel 2000 le piattaforme si dicevano neutrali, e perché quella retorica scarica la responsabilità sulla testa di chi usa i loro modelli. Il Digital Omnibus, entrato in vigore il 27 luglio, ha rinviato di oltre un anno l'alto rischio dell'AI Act e unificato le notifiche di incidente verso ENISA: il tempo per prepararsi c'è, ma il modello organizzativo si costruisce prima, non dopo.
In chiusura la lista della spesa per chi usa l'AI in azienda: stampare l'elenco delle pratiche vietate e degli ambiti ad alto rischio (Allegato III), censire l'uso reale dei tool compresa la shadow AI, valutazione del rischio, regole interne, formazione, e tracciabilità delle interazioni come prova di aver fatto il proprio dovere, con l'articolo 4 dello Statuto dei lavoratori a complicare le cose.
00:00 Incidenti AI e reati
02:03 Norme UE: GDPR, NIS2, CRA
06:20 Italia: nasce il 437-bis
10:42 231 spiegata semplice
16:30 Colpa organizzativa e presidi
19:00 Condotte punite e alto rischio
23:04 Deployer vs provider: chi risponde
32:13 Mappa compliance e notifiche
37:38 Cosa accadrebbe ad Anthropic
47:20 Checklist aziendale e logging
57:03 Chiusura e saluti
#AIAct #DLgs231 #Anthropic
~~~
Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo Flora
INFO E AZIENDE: https://matteoflora.com
Il CORSO di AI: https://zero.matteoflora.com
Newsletter: https://link.mgpf.it/nl
Social: https://io.matteoflora.com
English: https://www.youtube.com/@CiaoInternet
Privacy » https://privacy.matteoflora.com
AI Policy » https://privacy.matteoflora.com/ai
Mail #adv: sales (at) matteoflora.comRALLENTATE LA AI: Amodei, Musk, Altman e quando la cautela diventa cartello... #1594
13/09/2026 | 33 min8–12 settembre 2026: un ricercatore lascia Anthropic e scrive su X che la probabilità di “estinzione entro 10 anni” supera il 10%. In poche ore il tema esplode e, quasi in sincrono, Dario Amodei (Anthropic), Sam Altman (OpenAI) ed Elon Musk convergono su un messaggio: “dobbiamo rallentare” l’AI di frontiera. Bernie Sanders rilancia: non basta alzare il piede, bisogna frenare davvero, fino a una pausa e a un trattato USA-Cina.
Qui la domanda non è solo se l’allarme sia fondato, ma perché diventi improvvisamente una linea comune tra competitor. La chiave è distinguere tra precauzione e paura: la paura immobilizza e sposta il dibattito su “quanto rallentare”, dando per scontato che la corsa sia inevitabile. In parallelo, l’allarme può rafforzare il fossato competitivo (chip, pesi, anti-distillazione), delegittimare i modelli open-weight e spingere verso regole “su misura” che consolidano i grandi laboratori.
Il criterio pratico per leggere il teatro: guardare i costi reali che ciascun attore accetta. Valutatori indipendenti con accesso interno, rinvii di quotazione, limiti verificabili e vincoli unilaterali sono segnali
Más podcasts de Tecnología
Podcasts a la moda de Tecnología
Acerca de Ciao, Internet! con Matteo Flora
Io sono Matteo Flora, mi occupo di #Reputazione Digitale, la insegno in Università e faccio consulenza ad Aziende, Enti e Professionisti con le mie aziende.E con Ciao, Internet! racconto come la Rete ci cambia.
Sitio web del podcastEscucha Ciao, Internet! con Matteo Flora, Emilcar Daily y muchos más podcasts de todo el mundo con la aplicación de radio.es

Descarga la app gratuita: radio.es
- Añadir radios y podcasts a favoritos
- Transmisión por Wi-Fi y Bluetooth
- Carplay & Android Auto compatible
- Muchas otras funciones de la app
Descarga la app gratuita: radio.es
- Añadir radios y podcasts a favoritos
- Transmisión por Wi-Fi y Bluetooth
- Carplay & Android Auto compatible
- Muchas otras funciones de la app


Ciao, Internet! con Matteo Flora
Escanea el código,
Descarga la app,
Escucha.
Descarga la app,
Escucha.
Ciao, Internet! con Matteo Flora: Podcasts del grupo




































